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18 mag 2024

Chanoux, ucciso 80 anni fa

Era il 18 maggio del 1944, come se fosse oggi, quando Émile Chanoux morì in prigione, diventando il martire della causa valdostana durante la Resistenza.

Mio papà mi raccontava di essere andato, qualche ora dopo la sua morte, a cercar di vedere il suo corpo al cimitero di Aosta. Fu il vecchio Camandona delle pompe funebri a dirgli di andarsene, perché rischiava la vita a stare lì. Amico della mia famiglia, Chanoux mi è stato descritto nell’intimo dei rapporti di stretta confidenza come un uomo semplice, intelligente e razionale, che aborriva da buon montanaro e da homme cultivé la retorica fa...

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17 mag 2024

L’ingiustizia delle Europee

Leggo con un certo divertimento, ma con il necessario rispetto per chi partecipa alla tenzone, del “mordi e fuggi” in trasferta ad Aosta di diversi candidati “esteri” delle liste in lizza per le prossime elezioni europee. L’idea assolutamente rispettabile è quella di accaparrarsi qualche preferenza anche sul territorio valdostano. Questo è il frutto della obbrobriosa legge elettorale per le elezioni europee.

Dal 1979, prima occasione per applicare alle elezioni del Parlamento europeo il suffragio universale e dunque il voto dei cittadini, la Valle d’Aosta venne inserita nella circoscrizione No...

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16 mag 2024

Boom al Salone, ma in pochi leggono

Ho seguito con viva curiosità le diverse storie accessorie alla manifestazione in sé, che si sono incrociate in occasione del Salone del Libro di Torino. Vince sempre il gusto della polemica…

Comunque sia, ho amici che sono andati a presentare i loro lavori, altri che sono - a seconda delle abitudini- lettori accaniti o tiepidi e ancora c’è chi i libri non li legge, ma ci va al Salone per abitudine da gita fuori porta o, come diceva di altro Enzo Jannacci, “per vedere l’effetto che fa”.

Avevo deciso di scriverne di questa stranezza di un mancata corrispondenza fra numero di visitatori e di let...

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15 mag 2024

Contro il pessimismo

La pandemia si è allontana dalle nostre vite e resta nella memoria come una specie di rumore di fondo, che comunque ci ammonisce sui possibili rischi futuri e sarà bene dimostrare, nel caso sciagurato in cui avvenisse, di essere più pronti di quanto lo siamo stati a suo tempo.

Capita, specie in compagnia con amici, di ricordare quei momenti pur recenti con aneddoti di vicende vissute e vien anche da chiedersi che cosa sia rimasto, a parte i gruppi che continuano con i loro tam tam contro i vaccini, cui hanno aggiunto nuovi elementi di protesta che li alimentano.

La clausura in casa e i molti l...

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14 mag 2024

Il micio supereroe

Nella villetta dei miei genitori, a disposizione di mio papà veterinario, c’erano e ci sono ancora tali e quali le stanze di casa a sua disposizione.

La prima era lo studio con una bella scrivania d’antiquariato, eredità dei beni di famiglia, che serviva per gli incontri e per i lavori burocratici, oltre ad essere stipata di libri. La seconda era invece l’ambulatorio, dove papà visitava i piccoli animali, attività piuttosto secondaria per un veterinario di montagna se comparata a mucche e affini. Questa seconda stanza ha un tavolo di marmo sul quale venivano posti i pazienti.

Ci pensavo in que...

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13 mag 2024

I Ferragnez in picchiata

Sono sempre stato incuriosito dalla simpatia che circondava i Ferragnez, di cui ho seguito i destini nella buona e nella cattiva sorte, perché d ra le mie letture varie getto sempre un occhio anche alla cosiddetta cronaca rosa, ormai sdoganata anche dai grandi giornali, per non dire dei contenitori televisivi.

Avevo persone amiche che si divertivano delle loro gesta e, di fronte a certe mie perplessità documentate anche dalla visione di qualche puntata della serie televisiva da loro stessi autodedicatasi (scusate il neologismo), mi davano dello snob. Poi - per le note vicende - ho seguito, ass...

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12 mag 2024

Un mondo digitale

Sto cercando di capire meglio l’evoluzione del mondo digitale in cui siamo ormai del tutto avvolti.

Ogni tanto scherzo sul destino di noi baby boomer (i nati fra il 1945 e il 1964), che siamo stati costretti dall’evoluzione tecnologica a rincorse per non restare indietro che penso nessuna generazione abbia vissuto prima.

Dal telefono nero di bachelite addirittura della STIPEL (società telefonica che operò tra il 1925 e il 1964 in Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia, poi fusa e incorporata nella SIP) all’Iphone che ho in mano, dal Commodor 64 ai computer di oggi, dal patetico giochino elettroni...

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11 mag 2024

Evviva gli alpini

Capita, almeno una volta l’anno, di parlare degli Alpini, quando si avvicina l’adunata annuale, quest’anno ospitata in una città alpina per eccellenza come Vicenza. Che cosa sia, nel suo gigantismo, un’adunata mi è ben chiaro, visto che nel 2003 ad ospitarla fu Aosta e nel 2008, sfilando con i valdostani come Presidente della Valle, partecipai a quella di Bassano del Grappa. Sono dei ricordi indimenticabili per l’ambiente generale e il fascino della sfilata con una gioia contagiosa.

Gli alpini per la Valle d’Aosta sono una tradizione antica nel solco di questa truppa specializzata che per mol...

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10 mag 2024

L’unione fa la forza

Come si fa a non partire dal celebre motto ”divide et impera”, che è un modo di dire sempre adatto e istruttivo per evocare i rischi che comporta l’essere divisi, specie per i più piccoli, come può essere considerata la Valle d’Aosta per la sua taglia.

Espressione in latino (tradotta suona come ”dividi e conquista”) con cui si vuole significare che la disaggregazione, la rivalità, la discordia all’interno di una comunità - anche in politica - accentuano il rischio di essere assoggettati con evidente vantaggio per chi voglia dominarla. Espressione attribuita a Filippo il Macedone, ma che è stat...

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09 mag 2024

Storie di coltellini

Mi sono sempre piaciuti i coltellini. Il numero uno per noi montanari è sempre stato l’Opinel.

Il bel sito Internet della fabbrica savoiarda racconta la storia della famiglia, partendo dal 1800, quando quel territorio, come la Valle d’Aosta, faceva parte dei possedimenti di Casa Savoia e dunque eravamo nello stesso Paese. Ecco gli esordi: “Victor-Amédée Opinel, venditore ambulante, impara a forgiare dei chiodi durante i suoi giri. Apre il suo primo laboratorio da fabbro a Gevoudaz, frazione di Albiez-le-Vieux, vicino a Saint-Jean-de-Maurienne. Suo figlio Daniel lavora successivamente al suo fi...

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