I luoghi della memoria non si ereditano
C’è un rito che molti genitori compiono, prima o poi: tornare con i propri figli nei luoghi della propria infanzia. Il cortile dove si giocava, la scuola dove abbiamo studiato, la spiaggia delle vacanze, il bar di montagna dove si stava con la compagnia.
Ci si torna con l’entusiasmo e l’ingenuità di chi vuole condividere qualcosa di prezioso, convinti che basti indicare un posto e raccontarne la storia perché quella storia diventi, almeno un po’, anche dei figli.
È in quel momento, però, che si scopre di qualcosa di scomodo: il racconto scivola addosso. I figli ascoltano, magari sorridono, ma ...
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