blog di luciano

Putin la pagherà

Vladimir PutinIn un lungo e documentato articolo su "Le Monde" Jonathan Littell, scrittore statunitense naturalizzato francese, ricostruisce la storia dell'ascesa di Vladimir Putin e delle sue gesta sanguinarie, di cui la Cecenia e la Siria sono state le punte estreme, cui si aggiungono gli attuali sfracelli in Ucraina.
Un dittatore in Russia con assassinii e persecuzioni per i suoi oppositori e un crescendo di sanguinaria follia, che lo ha portato a perseguitare l'Ucraina da anni, profittando di minoranze russofone, sino alla minaccia nucleare di queste ore contro un mondo che lo sta isolando.
Ciò condanna senza appello i politici italiani, come Matteo Salvini, che hanno trafficato con lui.

La grande siccità

La situazione della Dora Baltea e delle montagne valdostane questa mattinaCertamente è un fatto eccezionale questo inverno senza neve e senza piogge. Erano decenni che non si registrava una situazione simile.
Vediamo la Dora Baltea, il fiume dei valdostani così bello quando gonfio d'acqua, oggi tristemente vuoto ed il Po in cui confluisce è stato definito «il Gigante senz'acqua» in un'inchiesta de "La Stampa" del bravo Niccolò Zancan, le cui ultime frasi disegnano il contesto: «"Quest'anno è stato l'ennesimo anno anomalo. Sia per le precipitazioni, sia per le temperature. L'inverno più caldo degli ultimi sessant'anni". Stefano Fenoglio è un professore dell'Università di Torino specializzato nello studio dei fiumi di montagna, vive su quelle montagne che originano il grande fiume: "Non piove dall'Immacolata. Da tre mesi non abbiamo precipitazioni significative. A dicembre la temperatura è stata di un grado superiore alla media, quasi due gradi a gennaio. Tutto questo si traduce nel fatto che la neve è evaporata. I versanti delle montagne esposti a sud sono brulli, sembrano montagne afghane. E a Pian del Re, dove nasce il Po, la sorgente si è spostata di cento metri a valle per trovare la forza". Così cambia la geografia, e così cambiano i destini delle persone. Quando cambia il clima».

L'illusione sugli anni Duemila

Due copertine catastrofiste nel 1999Io me lo ricordo il passaggio alla Mezzanotte fra il 1999 ed il 2000: il privilegio di viaggiare non solo da un secolo all'altro (per poter dire «un secolo fa!»), ma addirittura dì vivere il transito da un millennio all'altro in un battibaleno.
Ricordo che anche allora c'era una minoranza di stupidi, i cosiddetti "millenaristi", convinti del «mille e non più mille» e cioè da che temevano l'imminente fine del mondo come gufi appollaiati su dì un albero. I timori sarebbero stati basati su un brano dell'Apocalisse 20,1-3 e anche su affermazioni attribuite a Gesù Cristo nei vangeli apocrifi. I più "tenaci" sostenevano che era vero che non era finito il mondo all'arrivo del 1000, ma non ce la saremmo cavata all'arrivo del 2000. Al passaggio, cioè, di un altro millennio... Perché «mille e non più mille» poteva valere a ogni passaggio di millennio.

Sull'autodeterminazione

Una riunione della Camera dei deputatiSe si guarda alle vicende ucraine, che colpiscono al cuore chiunque creda nella democrazia, tornano come nodi al pettine antiche questioni, compresa la lettura dell'autodeterminazione.
L'indipendentismo, che passa attraverso il diritto all'autodeterminazione, è un fenomeno ben noto per chi studi la storia, il Diritto costituzionale e quello internazionale, così come le Scienze politiche in senso più generale. Anche in Valle d'Aosta ci sono stati e ci sono indipendentisti con cui è giusto confrontarsi quando dicono cose sensate e non quelle insensate, sapendo quanto il tema sia serio. Si tratta infatti di un argomento che va affrontato con competenza e conoscendo i risvolti giuridici e non inseguendo senza costrutto chissà quale sogno con vieta retorica patriottarda.

Gli ammonimenti di Orwell

George OrwellChi è nato nel secondo dopoguerra ha avuto un'educazione o meglio un trasferimento culturale su che cosa fosse la guerra. Non erano cose in prima battuta imparate dai libri, ma dalle persone. Era normale incontrare in famiglia o nel cerchio delle amicizie qualcuno che ti parlasse di che quanto avevano vissuto. C'erano ancora quando ero piccolo ed anche da ragazzo dei reduci della Prima guerra mondiale come mio nonno e tanti della generazione dei miei genitori che avevano vissuto la Seconda. Mi ha sempre interessato sin da allora questa idea della storia delle persone che si incrocia con quella "grande" che studiavo anche sui libri, specie laddove avvenivano nei luoghi della mia Valle o sulle Alpi.
Poi la Storia - sino anche ad una laurea - è entrata nella mia vita ed i fatti e le testimonianze passavano e passano ancora oggi - perché non si finisce mai si imparare e dì correggere le proprie convinzioni - attraverso i libri, i film, i documentari che allargano l'orizzonte e danno il senso di come la guerra faccia purtroppo parte della natura umana. Spiace doverlo scrivere, ma non bisogna affatto essere assolutori, altrimenti si vive in una dimensione algida ma irrealistica.

La paura della firma

Franco Frattini, nuovo presidente del Consiglio di StatoHo conosciuto bene ed ho apprezzato Franco Frattini, ora al vertice del Consiglio dì Stato in quella giustizia amministrativa dove entrò giovanissimo.
Ho seguito nei miei ruoli istituzionali, cementando un'amicizia, la sua carriera politica. Ciò avvenne già 1994 quando venne nominato segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri durante il primo governo Berlusconi. Con il governo Dini nel gennaio 1995, venne nominato ministro per la Funzione pubblica e per gli Affari regionali e lo restò fino al marzo 1996 con rapporti evidentemente molti stretti per i nostri problemi valdostani. Nel 2001 Fratini prende parte al governo Berlusconi II in qualità di ministro per la Funzione pubblica e diventa un anno dopo ministro degli Affari esteri nel 2004 (tornerà alla Farnesina dal 2008 al 2011) per poi scegliere la strada di Bruxelles nel ruolo di commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza. Per il Governo italiano venne poi incaricato di seguire le Olimpiadi invernali di Torino 2006 e questo non deve stupire perché, maestro di sci, è un appassionato di montagna con cui lavorai per l'Anno internazionale della Montagna nel 2001-2002.

La bomba

Il fungo atomico di Hiroshima, nella foto scattata dal bombardiere B-29 che aveva lanciato la bomba atomica«Gli uomini sono così: inventano la bomba atomica, uccidono con essa centinaia di migliaia di creature, e poi vanno sulla Luna. Né angeli né bestie ma angeli e bestie».
(Oriana Fallaci)
Eccoci qua: dopo la guerra dei Balcani, l'ultima sul territorio europeo alla fine dello scorso millennio, torna ora sulla scena - covando da anni sotto le ceneri di una guerriglia già ispirata dai russi - con i fatti tragici dell'Ucraina.
Nelle scorse ore ho lavorato su di un documento di condanna e di preoccupazione del Consiglio Valle e ho seguito la scrittura di un documento analogo della Delegazione italiana al "Comitato europeo delle Regioni".
Nella ricerca di una scarna brevità riassuntiva ho pensato a due cose.
La prima: che ci sono coloro che non volevano addossare alla Russia la tetra responsabilità di un'invasione. Certa Sinistra agita la faccia dello Zio Tom nel solito benaltrismo: cattiva la Russia, ma anche gli Stati Uniti lo sono. Cosa c'entri non si sa bene, ma è come un riflesso condizionato. Certa Destra, ormai estrema, in fondo vede in Vladimir Putin un modello: un uomo solo al comando, quel dittatore che aggiusta tutto, un semplificatore. Il vecchio fascino del capo tribù.

Putin e il suo progetto folle

Matteo Salvini al Parlamento europeo con la maglietta con PutinEro deputato europeo quando all'inizio degli anni Duemila "membres fictifs" dei Paesi del successivo allargamento dell'Unione europea parteciparono ai lavori del Parlamento europeo. Una presenza interessante, che prefigurava quanto poi sarebbe avvenuto nelle tappe successive.
C'ero quando Romano Prodi, che era presidente della Commissione, spiegava in quegli stessi anni ai suoi collaboratori il significato più profondo di questa scelta: far tornare nel seno della democrazia occidentale i Paesi dell'Est e del Centro Europa finiti nel secondo dopoguerra sotto il giogo dell'Unione Sovietica. Lasciati al loro destino chissà che fine avrebbero fatto, mentre - pur con qualche spinta negativa che oggi vediamo in Ungheria e Polonia - l'integrazione europea si è dimostrata un porto più sicuro e munifico per via dei fondi comunitari.

L'orrore della guerra!

Forze armate russe in azione...Questa mattina ho dormito più del solito e l'orrore della guerra è apparso sullo schermo del mio telefonino.
Tutti gli sforzi diplomatici sono evaporati con la scelta di Vladimir Putin - evidentemente frutto di calcolo e non di impeto - di dichiarare guerra all'Ucraina. Uno schiaffo al buonsenso, una violazione del Diritto internazionale, una tragedia per l'umanità intera.
Chi ha sottostimato la follia dell'autocrate russo ed ha dimostrato nelle settimane scorse una sorta di vago ottimismo se non di indifferenza, ha ora di fronte a sé il baratro di una Terza guerra mondiale.
Putin ricorda l'Hitler dell'attacco alla Cecoslovacchia. Anche allora quell'invasione venne vissuta con la convinzione che si trattasse di un episodio ed invece le conseguenze furono quelle dì un conflitto mondiale. Con la differenza, che marcò la Seconda guerra mondiale, dell'arma nucleare, che ha segnato tutto il dopoguerra, specie il lungo periodo della "guerra fredda".

Difendere il nostro idroelettrico

La centrale idroelettrica di MontjovetLa questione dell'idroelettrico è da sempre gioia e dolore per la Valle d'Aosta. Lo è stato dai Decreti luogotenenziali allo Statuto d'Autonomia, poi dalla nazionalizzazione del settore elettrico alle sentenze penalizzanti per la Valle della Corte Costituzionale, dalla liberalizzazione del settore per mano europea alla nascita della "CVA" e all'affermarsi di centraline sul territorio.
Ora si parla di questo per varie norme di legge in transito in Parlamento o all'attenzione della Commissione Paritetica Stato-Valle d'Aosta, alcune necessarie per regolare il futuro del settore, altre vessatorie sul piano fiscale ed altre che dovrebbero rendere più libera l'azione imprenditoriale della nostra azienda elettrica.

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