blog di luciano

Talvolta ci salva l'ironia

Saverio RaimondoL'altro giorno mi raccontava un amico di un suo conoscente terrapiattista con cui ha smesso di parlare, perché ormai il suo interlocutore è fissato sul punto e qualunque argomento si affronti torna inevitabilmente lì a spiegarti il "grande complotto" da parte di chi - poi perché? - vorrebbe smentire il reale mondo orizzontale esistente e vorrebbe far credere che la Terra sia invece rotonda (in realtà è, ad essere precisi, un elissoide).
A me è capitato con amici "no-vax", che hanno comportamenti simili e credo che loro pensino di me quel che io penso di loro e cioè che parlarci sul tema sia inutile ed in fondo si scuotono più in profondità molte fondamenta dei nostri rapporti. Loro - ormai riuniti anche in Valle d'Aosta in congreghe che mettono assieme persone diametralmente opposte travolte da un insolito destino - sono certi e sicuri nelle loro certezze, io delle mie. Ma giuro che ho smesso di scaldarmi e, almeno in questa fase, meglio rifugiarsi nell'ironia.

Amori e clamori

Francesco Totti ed Ilary BlasiC'erano voluti vent'anni affinché mi riprendessi dalla fine dell'amore di Al Bano e Romina Power ed ecco che ora - come sale sulle ferite - arriva la notizia della separazione di Francesco Totti dalla moglie Ilary Blasi. Sono momenti difficili per chi crede nell'amore (volevo mettere la "A" maiuscola e forse qualche cuoricino), ma penso che anche questa volta ce la farò.
Certo, si scherza, ma è vero che l'estate è la stagione degli amori che appaiono e scompaiono. Una volta appannaggio della stampa rosa, ideale da leggere sotto l'ombrellone, oggi il gossip è finito sui quotidiani, che non sanno più a che santo votarsi per bloccare il crollo delle vendite, ma anche sui "social" si alimenta il pettegolezzo, che resta in fondo croce e delizia.

L'Europa che abbatte i confini

La riunione del Comitato di sorveglianza di 'Interreg Italia-Francia Alcotra' in Alta ProvenzaNel 2020 venne festeggiato il 30° anniversario del varo di "Interreg", il programma all'interno della politica regionale europea che ha consentito la cooperazione territoriale tra regioni frontaliere. E' uno strumento che per la Valle d'Aosta riguarda nel periodo in corso sino al 2027 tre assi di cooperazione: transfrontaliera ("Interreg A"), e quindi "Italia-Francia" ed "Italia-Svizzera"; transnazionale ("Interreg B") e dunque "Spazio alpino" ed "Euro-Med": interregionale ("Interreg C"), vale a dire "Interreg Europe", "Urbact III", "Interact III" ed "Espon".
Nel tempo - per capire la profondità dell'esperienza - si sono succeduti cinque periodi di programmazione "Interreg": "Interreg I" dal 1990 ad 1993, "Interreg II" dal 1994 al 1999) "Interreg III" dal 2000 al 2006, "Interreg IV" dal 2007 al 2013 ed "Interreg V" dal 2014 al 2020.

Troppi motociclisti senza regole

I resti della moto incendiatasi sulla strada per il Colle del Gran San BernardoCi sono casi clamorosi di impotenza dei pubblici poteri ed è lecito chiedersi come sia possibile.
Scendevo in macchina in queste ore dal Colle del Gran San Bernardo, uno dei luoghi più belli della nostra Valle, che segna il confine con la Svizzera in un ambiente artico, reso possibile dall'alta quota.
Va riconosciuto che questa strada, resa carrozzabile nei primi del Novecento ma luogo di transito millenario, ha un suo fascino in quello snodarsi curva dopo curva e l'Anas ha investito parecchio nella sicurezza e nella sua manutenzione, ben più di quanto abbia fatto per il Colle "gemello", il Piccolo San Bernardo verso la Francia.
Ma quel che ammorba il Colle - e l'ho visto l'altro giorno come semplice conferma - è l'assalto dei motociclisti, che considerano legittimamente l'itinerario uno dei più belli di tutte le Alpi per percorrerlo in moto. Non ci sarebbe niente di male in questa attrazione, se non fosse che fritte di appassionati delle moto di grande cilindrata scambino, quasi sempre in gruppi numerosi, questa strada per un circuito da affrontare a manetta in spregio a qualunque regola di sicurezza.

Più sicuro il tunnel del Gran San Bernardo

L'ingresso del tunnel di sicurezza del Traforo del Gran San BernardoPer i casi della vita ci si trova a seguire questioni con diversi cappelli. Caso significativo il caso del futuro dei nostri Trafori stradali alpini, i primi che attraversarono le Alpi a metà degli anni Sessanta.
Il Monte Bianco fra Italia e Francia balzò purtroppo agli onori della cronaca per il tragico rogo del 1999, dimostrando come risultasse necessario un livello ben superiore di sicurezza. In particolare si appurò come non bastassero i rifugi di sicurezza a fronte di temperature elevatissime come quella che si creano in quel tunnel nella combinazione che causò i fatti fra un Tir in fiamme e un camion vicino che trasportava margarina con un fiammata che rese inutile gli allora sistemi, anche per chi entrò in un riparo che si riteneva, a torto, sicuro. Seguii quelle vicende come deputato della Valle d'Aosta e il tema fu trovare modalità e finanziamenti per una riapertura del Traforo con un percorso che dai rifugi dimostratisi inutili consentisse agli utenti di uscire rapidamente dal tunnel stesso senza restare intrappolati all'interno.

La democrazia fragile

Fragilità...Quali sono in questa fase storica i doveri della politica? La domanda, in parte retorica, spalanca un tema importante per la credibilità della democrazia, creatura istituzionale fragile ma preziosa. E ciò avviene in un momento cruciale in un periodo niente affatto ordinario ed è facile ricordarlo a chi si fosse distratto.
L'emergenza incombe perché la pandemia sta riprendendo quota, smentendo l'idea che il virus d'estate si sarebbe acquietato. Anzi, ci si avvia, in un torpore pericoloso di parte della popolazione, verso la quarta dose. Il Governo Draghi ha atteso troppo nel riaprire i centri vaccinali e farlo in vista del mese di agosto non sarà facile per le Autorità locali, su cui pesano come sempre gli aspetti organizzativi.
Intanto la guerra in Ucraina prosegue ed ha innescato - anche se spesso appare un alibi - situazioni di rincari generalizzati ed un senso di disagio e di preoccupazione malgrado il periodo vacanziero. La crisi energetica con i rubinetti del gas in mano a Vladimir Putin apre scenari preoccupanti e mostra il disastro della politica energetica italiana.

Chiudere le montagne?

I soccorritori sulla MarmoladaIl destino della montagna è che nella grande informazione nazionale dei nostri territori e dei nostri problemi se ne parli solo a fronte di tragedie. Il caso della Marmolada conferma l'assunto.
Si accendono i riflettori sulle alte cime e sul mondo che ci vive attorno e lo si fa spesso con l'atteggiamento superficiale di chi non ne conosce caratteristiche e peculiarità e guarda ai montanari con scarsa conoscenza e con vecchi pregiudizi.
Per cui - banalità assoluta - la montagna diventa «assassina» e spuntano esperti - molti di campo ambientalista - che si mettono a concionare, snocciolando mille banalità, che mostrano il vuoto assoluto salgono sul proscenio a dispetto di chi certi argomenti li conosce da una vita.

La prevalenza del mugugno

Il modellino della 'Schleich' di Puffo Brontolone«Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. Non importa se otteniamo dei risultati o meno, se facciamo bella figura o no, in fin dei conti l'essenziale, per la maggior parte di noi, è qualcosa che non si vede, ma si percepisce nel cuore». (Haruki Murakami)
Ho già scritto più volte di come la pandemia ci abbia resi peggiori. I difetti di ciascuno - ed io mi occupo anzitutto dei miei - si sono accentuati, come se l'amara lezione, condita da mille altri problemi che ci angustiano, non fosse servita a guardare il mondo con occhi migliori, come auspicato nella citazione all'inizio.
Eppure ci sarebbero state tutte le buone ragioni per fare di necessità virtù, pur depurata dal rischio retorico dei tempi difficili. In genere le difficoltà e le paure dovrebbero aggregare, mentre il seme della divisione sembra essere prevalente. Chi vede il mondo dal suo interesse per la politica, come il sottoscritto, passa il tempo ormai a stupirsi del germe della litigiosità, spesso davvero fine a sé stessa.

Il sistema delle Partecipate

L'insegna sul palazzo di 'Finaosta'La stagione dei bilanci e delle assemblee nella Partecipate regionali, siano esse dirette ("Finaosta", "In.Va.", "Casino de la Vallée") o indirette ("CVA", impianti a fune, "VdaStructure"), pone chi si occupa del settore di fronte al sistema complesso sviluppatosi negli ultimi quarant'anni, che permea la nostra economia attraverso il capitale pubblico della nostra Regione autonoma.
Non è solo una questione di responsabilità, derivante dal famoso controllo analogo e dalla governance attraverso strumenti di programmazione nel quadro della legge Madia (normativa ormai da riformare!), concepita per riordinare e meglio governare il settore anche nel rispetto dei limiti di spesa pubblica.
C'è di più e mi riferisco alla necessità, attraverso la scelta degli amministratori che se ne occupano, di capire sempre meglio le necessità di razionalizzazione di queste partecipazioni e del loro buon funzionamento nel delicato equilibrio fra l'autonomia delle società e la coerenza delle loro azioni rispetto al programma di governo, in più nella ripartizione dei poteri da rispettare fra Governo regionale e Consiglio Valle.

Morte senza dignità

Marco PatucchiLa Corte Costituzionale, con una sentenza di quest'anno, non ha consentito il referendum sull'eutanasia, perché con lo strumento abrogativo proposto non si sarebbe, secondo la Consulta, ottenuto un risultato accettabile.
La responsabilità - ma gli stessi giudici lo avevano già fatto in passato - sarebbe ora del Parlamento, che sul tema appare come paralizzato e, si sa, come questo derivi da una chiusura posta dall'influente componente cattolica, schierata nella logica del «no» della Chiesa con un'opposizione sempre più difficile da capire. Basta guardare alle legislazioni di civilissimi Paesi europei nella materia e capire che ci sono spazi per evitare abusi e storture.
Giusto l'altro giorno - e sono sempre momenti difficili - mi è stata raccontata, per l'ennesima volta, la sofferenza derivante del meccanismo della sedazione profonda per un malato terminale di cancro con parenti in attesa fra mille l

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