blog di luciano

I rischi di un'estate elettoralistica

Vote for yellow...In tanti mi chiedono, perché mi considerano esperto del ramo come deputato di lungo corso, cosa ne pensi della morte della Legislatura nazionale e del voto fissato al brucio contro lo sfasciume.
Alcuni, che ringrazio e ne sono lusingato, mi vorrebbero pure candidato, ma non è che uno si autocandida per vedere l'effetto che fa, specie quando le situazioni sono complesse e gli equilibri degli schieramenti di difficile lettura, con un'elettorato assai distratto ed una politica che stenta dappertutto a fare sintesi. In questa situazione chi decida di esporsi fa la fine solitaria dello spaventapasseri con gli uccellini che lo sfottono depositandosi sul suo cappello.
Certo la macchina parlamentare la conosco come le mie tasche così come il lavoro annesso e connesso, ma non mi pare che però sia una condizione risolutiva. E in più un'attività politica che mi interessa ce l'ho già.

Tossico

Stefano BartezzaghiChe bravo Stefano Bartezzaghi su "Repubblica" quando, come un giocoliere, si occupa delle parole e cita in questo caso una parola su cui si sono accesi i fari.
Così scrive su "tossico": «Per la verità negli ultimi decenni del secolo scorso la parola pareva aver intrapreso una via di tipo specialistico, restringendo cioè le sue accezioni più generiche a quella legata a eroina e altre dipendenze (accezione in cui diveniva anche sostantivo: "tossico" per "persona tossicodipendente"). Ultimamente invece è diventata parola poliedrica, si è ambientata in molteplici contesti e ha anche guadagnato l'altissimo riconoscimento di un'adozione pontificale, visto che Papa Francesco ha appena proclamato che "a volte i siti dei media sono diventati luoghi di tossicità", con riferimento a discorsi di odio e fake news (prendiamo nota, noi del mestiere, di questa non immeritata reprimenda)».

Politica indifendibile

Mario Draghi con i suoi ministri in SenatoConfesso le mie colpe. Quando divenni un giovane deputato, peccavo di una qual certa vanità - spero peccato veniale! - quando mi capitava di dovermi presentare in qualunque occasione fosse. Ero abbastanza vanaglorioso quando dicevo: «Sono deputato!».
Non che all'epoca - parlo del 1987 - i politici fossero popolarissimi, tuttavia in genere, forse perché ero un pischello spesso sorridente, questa mia presentazione non sortiva particolari polemiche.
Poi piano piano nei decenni successivi, facendo varie cose in ambito politico nel triangolo Roma-Aosta-Bruxelles, il vento è cambiato e vicende come "Tangentopoli", cavalcate dalla Lega versione rozza e soprattutto la marea montante contro la "Casta", specie con la volgarità del "grillismo" che voleva aprire il Parlamento come una scatola di tonno (sic!), hanno fatto sì che la figura del politico diventasse una bestia nera senza appello o distinguo.

Draghi defenestrato

Mario Draghi saluta i deputati alla CameraSarò breve, perché in questi lunghi anni di politica ho spesso scritto sulla perenne crisi politica italiana e ripetersi sarebbe un esercizio inconcludente. Ho finito le energie per indignarmi e questo non significa affatto rassegnazione, ma la constatazione che esiste una caratteristica distruttiva insita in questa Repubblica, che persino peggiora nel tempo, come se fosse una maledizione che non si riesce a risolvere mai.
So bene che in politica si pratica il cannibalismo. Non è una novità. E Mario Draghi è l'ultimo a finire nel pentolone, cotto e mangiato senza pietà e senza tenere conto dei tantissimi - me compreso - che ritenevano logico in mezzo a mille emergenze che restasse in sella.

Inquietudini sul Traforo del Monte Bianco

Lavori all'interno del Traforo del Monte BiancoLa quotidianità è lastricata di problemi. Si potrebbe dire, usando un eufemismo, che ci sono stati tempi migliori. Ovunque governare non premia e da sempre l'abito dell'oppositore è più comodo e quasi sempre l'atteggiamento è dire che le cose non vanno. Passare dalla protesta alla proposta è raro.
Ci pensavo rispetto ad una questione che si fa sempre più delicata: il futuro del Traforo del Monte Bianco. Benché parzialmente rinnovato dopo il tragico rogo del 1999, nelle dotazioni impiantistiche e di sicurezza specie con un camminamento sottostante la carreggiata che consente di uscire dal tunnel dai rifugi di sicurezza, l'infrastruttura paga il fatto di risalire al 1965, data di apertura, ma ovviamente la concezione tecnologica è ancora precedente e, di conseguenza, sente il peso degli anni.

La TV nostalgia

Amanda Lear a 'Techetechetè'La storia italiana in futuro si scriverà anche attingendo a quella documentazione nuova che da una sessantina d'anni passa attraverso i ricchissimi archivi della "Rai", l'azienda di cui sono stato dipendente - ma con lunghi periodi di aspettativa per mandato politico - per oltre quarant'anni. Lo stesso vale - apro una parentesi - anche per la storia valdostana, specie dal 1979, anno di nascita di "Rai3". Purtroppo gli archivi della "Rai Valle d'Aosta" non sono stati digitalizzati e dunque il rischio che non siano più utilizzabili è reale anno dopo anno con una perdita gravissima.
Ma vengo al punto, guardando ogni tanto in questa stagione quel pozzo di ricordi del programma serale che la "Rai" propone d'estate, quel "Techetechetè" su "Rai1" che attinge alle registrazioni con un fil rouge ogni sera.
Ho visto una puntata con Amanda Lear come protagonista assieme a personaggi come un'aggressiva Loredana Bertè, un giovanissimo Vasco Rossi, due seducenti Ellen Kessler e Patty Pravo, quel geniale Gianni Boncompagni che con Renzo Arbore rivoluzionò la radio con "Alto Gradimento".

Contro il "cupio dissolvi"

Giuseppe Conte virtualmente con Mario DraghiSo che sono noioso come una mosca. Ma lo scrivo ancora perché trovo inutile il nuovo "Esport de nohtra Tera" (sport popolare valdostano), che consiste nel lamentarsi. So quante buone ragioni per farlo ci siano - e posso facilmente compartecipare alle competizioni - tuttavia non mi pare che l'esercizio ci faccia avanzare neppure di un millimetro.
Anzi, propongo una petizione anch'io contro gli agitatori del nulla, i professionisti dell'antagonismo, coloro che esistono solo per dire male delle azioni altrui. Stiamo diventando il Paese dei Giuseppe Conte, di chi cioè non si rassegna ad avere un ruolo diverso da quello che ha avuto (nel suo caso... per caso) e passano il tempo a cercare di fare la pelle a chi lo ha sostituito (leggi: Mario Draghi) per un misto fra invidia e stupidità.

E' tornata la "guerra fredda"?

Usa e Urss nello scacchiere...Nel "Grand Continent" della domenica ci si pone un interrogativo mica da ridere, che riguarda un'espressione che ha accompagnato la vita delle generazioni come la mia, vale a dire "guerra fredda". L'espressione (in inglese "cold war") fu coniata nel 1947 dal giornalista americano Walter Lippmann per descrivere un'ostilità che non sembrava più risolvibile attraverso una guerra frontale tra le due superpotenze, Stati Uniti ed Unione Sovietica, dato il pericolo per la sopravvivenza dell'umanità rappresentato da un eventuale ricorso alle armi nucleari. Per altro oggi sappiamo che qualche rischio che un missile partisse, scatenando l'Apocalisse, c'è pure stato proprio in quegli anni. Albert Einstein, imbattibile nella sintesi, disse allora: «L'uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi».

La nuova Austerity

Traffico domenicale durante l'austerity del 1973Inutile dire che le molte emergenze in atto pretendono risposte serie e che la crisi di governo in Italia appare quanto mai illogica e pericolosa ed a pagarne il prezzo non saranno solo quegli stupidi dei "pentastellati" contiani e grilleschi.
Ci pensavo, rimuginando, rispetto al discorso, in occasione del 14 Luglio del Presidente francese Emmanuel Macron. Traggo un passaggio decisivo da "Le Monde": "Au sujet de la coupure totale de gaz russe qui se fait de jour en jour plus probable et menace l'Europe en matière d'approvisionnement énergétique d'ici l'automne, le président de la République a admis que «la Russie utilise l'énergie comme elle l'utilise pour l'alimentation, comme une arme de guerre»".

Nuvole di zanzare

Zanzare...Oggi mi occuperò di un argomento apparentemente futile e devo dire che lo faccio come una boccata di ossigeno. Sarà che pubblico quasi sempre questo mio scritto quotidiano dopo la lettura dei giornali e sono tali e tanti gli spunti di preoccupazione da restare stupefatto. Viviamo situazioni così bislacche da non credere. Mi viene in mente la battuta che Quino metteva in mente al suo personaggio, Mafalda: «Fermate il mondo, voglio scendere!».
Penso di non essere il solo con questo stato d'animo.
Ma veniamo al punto, anzi si potrebbe dire alla puntura. La scienziata, scrittrice di memorabili libri sugli animali, Isabella Lattes Coifmann, così scriveva sulla zanzara: «Con l'olfatto e i sensibili termorecettori la zanzara sente l'odore e il calore che emanano dal corpo umano. Sibilando vola e cerca il posticino su cui posarsi tra un follicolo pilifero e l'altro, là dove affiorano sotto la pelle i capillari sanguigni. Appena l'ha trovato il suo ronzio cessa di colpo e lei sfodera in silenzio tutto il suo sofisticato armamentario di ferri chirurgici».

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