blog di luciano

La scuola e il digitale

Lo studio col computer non è solo DADE' interessante vedere come la "Didattica a Distanza" (DaD o DAD) sia oggi oggetto di riflessione. Ricordo che l'apprendimento e l'insegnamento a distanza fu una modalità piombata fra capo e collo per consentire agli studenti di continuare la loro formazione direttamente da casa, dopo la chiusura delle scuole comunicata all'interno del Dpcm del 4 marzo 2020. La DAD era tutt'ora in corso nei casi di quarantena, che in Valle d'Aosta proprio in queste ore, attraverso i test salivari, abbiamo ammorbidito per evitare che alla retorica del «tutti in aula» subentrasse il ritorno proprio alla DAD, obtorto collo. Intanto, sempre per mano ministeriale, si affiancò - nel gioco degli acronimi - la "Didattica Integrata Digitale - DID", che è tale proprio perché integra digitale e presenza, mentre la Didattica a Distanza è svolta interamente sulle piattaforme digitali.

Il PNRR senza le Regioni

Una cassetta col prezzemolo...Il "PNRR", orribile acronimo che starebbe per l'altrettanto ridondante "Piano nazionale di Ripresa e Resilienza", è ormai come il prezzemolo, buono per tutti gli usi. Sono mesi che dovunque vada e con chiunque parli mi si chiede quanti soldi verranno alla Valle d'Aosta e come li spenderemo. Anzi, ad essere ancora più preciso, sono in molti che, chiesto questo, si fanno poi avanti con i progetti più vari «per usare i soldi dell'Europa».
Cambio scenario. Partecipo in videoconferenza a diversi incontri su questo PNRR. I primi, ormai storicizzati, erano stati quelli con i ministri delegati alle materie afferenti questi interventi di stampo europeo ben pasciuti di miliardi di euro da spendere entro il 2026. Poi sono seguite riunioni tecniche e poi, infine, i provvedimenti cornice che indicano l'organizzazione della struttura che dovrà seguire «la messa a terra», come si dice oggi con linguaggio da elettricista. Ebbene, settimana dopo settimana ci si è resi conto con crescente preoccupazione che Roma considera le Regioni come fosse un'associazione di categoria o un sindacato e non l'espressione massima, con i Comuni, della democrazia locale. Un abbaglio tecnocratico che sembra dimenticarsi della Costituzione.

Astensionismo ed elettore qual piuma al vento

Il voto, espressione democratica sempre meno espressa...Poche balle: in Politica le elezioni sono la prova del fuoco. Chi l'ha vissuto sulla propria pelle, partecipando di persona o organizzando delle campagne, sa che l'adrenalina là si sente lì, quando si aspettano i risultati. Per altro - triste verità - i partiti ormai scaldano i motori in questa occasione, cadendo poi in una sorta di letargo nei periodi morti. Anche questa fisionomia di questi partiti leggeri e smunti spiega questo dato enorme di astensionismo nell'esito della tornata elettorale di ieri.
Se uno avesse guardato i "social" ed il gran ribollire di confronti prima delle urne sarebbe stato tratto in inganno. La verità è che il Web accende più passioni del voto in sé e tra il virtuale e il reale c'è la massa variegata di chi a votare non ci va più. Ormai il tasso è così elevato da essere patologia e chi credeva si trattasse di un fenomeno destinato a finire si rassegni, perché al momento neanche più la politica di prossimità accende gli animi e vincitori e vinti se ne facciano una santa ragione.

La lobby nera

Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli d'ItaliaMi stupisco che ci si stupisca che fascisti e persino qualche nazista fosse alla corte del parlamentare europeo di Fratelli d'Italia, Carlo Fidanza, che - lo ricordo - venne anche in visita anni fa in Valle d'Aosta, ricevuto in modo assai ossequioso dalle massime cariche della nostra Regione. A svelare questo volto oscuro è stato un filmato pubblicato su "Fanpage" da un giornalista infiltratosi per lungo tempo nella "lobby nera", com'è stata battezzata.
Ha scritto su "Huffpost" Mattia Feltri: «Giorgia Meloni ha continuamente cercato l'equilibrio sul confine del possibile e dell'impossibile, ha usato parole definitive contro razzismo e fascismo e ha tollerato razzismo e fascismo, ha danzato sulla zona grigia dell'antisemitismo definendo George Soros un usuraio, il che non fa di lei un'antisemita ma ne fa una che - se ne renda conto o no - riempie il gargarozzo dell'antisemitismo di cui è intriso parte della sua militanza e del suo elettorato».

Fenomenologia del bidet

Il bidet è anche un rifugio per i gatti...Credo che sarebbe bene non prendersi mai troppo sul serio. Per questo anche qui ogni tanto mi va di scherzare, essendoci in giro molte cose tristi se non tetre.
Un classico nei viaggi che ciascuno di noi ha fatto è la scoperta, in certi Paesi da considerarsi quasi sconcertante, della assenza del bidet. Quanto noi nelle nostre case consideriamo oggetto d'uso indispensabile per la nostra igiene. Mentre ero impegnato in acrobazie nella doccia, mi sono chiesto spesso in certi luoghi: «Ma loro come diavolo fanno?». Non fanno.
Ecco perché a risolvere questa questione - capisco che ce ne siano di più importanti - è spuntato su "Il Post" un articolo illuminante. Ecco il passaggio che già risulta utile: «La ragione per cui in alcuni paesi il bidet non si è diffuso è di tipo culturale. Strumenti con funzioni simili al bidet esistevano già nel Medioevo e nell'antica Roma, ma il bidet per come lo conosciamo oggi è un'invenzione francese (anche se alcuni la attribuiscono a Maria de' Medici, moglie del re di Francia Enrico IV tra il 1600 e il 1610)».

La montagna, nicchia di solitudine

La catena montuosa del Monte RosaCapita ogni tanto di interrogarsi sulla bellezza della montagna. Pagine e pagine di libri sono state scritte per raccontare quella sensazione estatica di fronte alle alte cime e quel senso di libertà che si ha quando si vive un'immersione nella Natura che caratterizza la montagna. Poi so bene come si tratta di realtà varie, pur con tante similitudini, e sarebbe bene usare sempre il plurale: «montagne».
Ricordo la discussione quando si diverte scegliere il logo dell'Anno internazionale della Montagna 2002, di cui fui presidente, e che venne proclamato come tale dalle Nazioni Unite. Scegliemmo in Italia di chiamarlo "Anno internazionale delle Montagne", consci appunto delle differenze fra Alpi e Appennini, fra montagne insulari ed altri rilievi.

Ottobre sottovalutato

Feuillage ad ottobreOttobre è un mese sottovalutato. Non lo era quando il 1° ottobre significava, per noi "remigini", l'ingresso a scuola proprio il giorno di San Remigio, ora accantonato dal ritorno in aula a Settembre, che è già lo scivolo fra l'estate e l'autunno. Ora invece è una strana presenza sul calendario, che ha il sapore agro della ripresa non ancora avvolta, almeno da noi, dalle nevi che danno un senso al nostro inverno alpino.
Confesso, però, che per me Ottobre è stato per tanti anni - e lo dico con un velo di nostalgia - l'esperienza delle "ottobrate romane", che sintetizzano il clima mite che caratterizza il mese di Ottobre a Roma. Infatti la Capitale ad Ottobre è unica e bellissima: praticamente vive una seconda estate con i colori e gli odori dell'autunno.

Il ritorno dei referendum

La raccolta di firme per il referendum sull'eutanasiaE' del tutto evidente come i referendum su cui si stanno raccogliendo le firme, vale a dire quello sull'eutanasia, la raffica di quesiti sulla Giustizia e la proposta sulla liberalizzazione della cannabis, hanno una motivazione politica: smuovere un Parlamento inerte, senza troppe distinzioni fra i gruppi. Il primo ed i secondi li ho firmati ai banchetti, mentre il terzo viaggia bene, pur avendo avuto problemi con i Comuni, anche perché i promotori sono stati i primi ad aver usufruito della possibilità di adoperare lo "spid". Rispetto alla consueta raccolta delle firme cartacee si apre una grande semplificazione, forse persino eccessiva. Un "clic" rischia di essere effimero come un "mi piace".

Morisi: l'inventore della "Bestia"

Luca Morisi con Matteo SalviniLa macchina mediatica, ben collaudata sui "social", è stata una delle ragioni della salita rapida di Matteo Salvini, che si era ritrovato in mano una Lega in piena crisi e l'ha fatta crescere a dismisura. L'hanno chiamata questa strategia «la Bestia» ed a condurla è stato per anni Luca Morisi, ora finito in una storiaccia di droga e balletti verdi. Non appartengo a quelli della giustizia sommaria sul Web, ma certo la notizia è eclatante e va detto che le improvvise dimissioni di Morisi già erano risultate sospette per il vecchio cronista di cui mantengo ancora qualche cellula.
Quanto avvenuto - che appare grottesco, pensando a come Morisi, attorno alla droga, avesse costruito molte comparsate salviniane - apre uno spaccato, l'ennesimo nel rapporto fra i "social" e la Politica. Chi vi scrive non ha mai avuto strateghi del Web o scribacchini: quel che scrivo o pubblico qui come altrove è sempre farina del mio sacco.

La fabbrica dei mostri

Salah Abdeslam ed i terroristi degli attentati in Francia del novembre 2015Sei anni dopo i fatti è in corso a Parigi il processo sugli attentati che hanno provocato la morte, per mano di terroristi islamici, di 131 persone e il ferimento di 350 allo "Stade de France", nei bistrot parigini e soprattutto nel teatro "Bataclan". Tutto si svolge in una gigantesca aula costruita appositamente per l'occasione nella Salle des Pas Perdus del Palazzo di Giustizia di Parigi
L'imputato principale è il 31enne Salah Abdeslam, unico superstite del commando del 13 novembre. Sin dai primi giorni l'accusato ha dimostrato di voler usare il processo come palcoscenico per la sua propaganda, ripreso con fermezza dal presidente del Tribunale. Il Diritto contro la Barbarie.

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