blog di luciano

La bomba

Il fungo atomico di Hiroshima, nella foto scattata dal bombardiere B-29 che aveva lanciato la bomba atomica«Gli uomini sono così: inventano la bomba atomica, uccidono con essa centinaia di migliaia di creature, e poi vanno sulla Luna. Né angeli né bestie ma angeli e bestie».
(Oriana Fallaci)
Eccoci qua: dopo la guerra dei Balcani, l'ultima sul territorio europeo alla fine dello scorso millennio, torna ora sulla scena - covando da anni sotto le ceneri di una guerriglia già ispirata dai russi - con i fatti tragici dell'Ucraina.
Nelle scorse ore ho lavorato su di un documento di condanna e di preoccupazione del Consiglio Valle e ho seguito la scrittura di un documento analogo della Delegazione italiana al "Comitato europeo delle Regioni".
Nella ricerca di una scarna brevità riassuntiva ho pensato a due cose.
La prima: che ci sono coloro che non volevano addossare alla Russia la tetra responsabilità di un'invasione. Certa Sinistra agita la faccia dello Zio Tom nel solito benaltrismo: cattiva la Russia, ma anche gli Stati Uniti lo sono. Cosa c'entri non si sa bene, ma è come un riflesso condizionato. Certa Destra, ormai estrema, in fondo vede in Vladimir Putin un modello: un uomo solo al comando, quel dittatore che aggiusta tutto, un semplificatore. Il vecchio fascino del capo tribù.

Putin e il suo progetto folle

Matteo Salvini al Parlamento europeo con la maglietta con PutinEro deputato europeo quando all'inizio degli anni Duemila "membres fictifs" dei Paesi del successivo allargamento dell'Unione europea parteciparono ai lavori del Parlamento europeo. Una presenza interessante, che prefigurava quanto poi sarebbe avvenuto nelle tappe successive.
C'ero quando Romano Prodi, che era presidente della Commissione, spiegava in quegli stessi anni ai suoi collaboratori il significato più profondo di questa scelta: far tornare nel seno della democrazia occidentale i Paesi dell'Est e del Centro Europa finiti nel secondo dopoguerra sotto il giogo dell'Unione Sovietica. Lasciati al loro destino chissà che fine avrebbero fatto, mentre - pur con qualche spinta negativa che oggi vediamo in Ungheria e Polonia - l'integrazione europea si è dimostrata un porto più sicuro e munifico per via dei fondi comunitari.

L'orrore della guerra!

Forze armate russe in azione...Questa mattina ho dormito più del solito e l'orrore della guerra è apparso sullo schermo del mio telefonino.
Tutti gli sforzi diplomatici sono evaporati con la scelta di Vladimir Putin - evidentemente frutto di calcolo e non di impeto - di dichiarare guerra all'Ucraina. Uno schiaffo al buonsenso, una violazione del Diritto internazionale, una tragedia per l'umanità intera.
Chi ha sottostimato la follia dell'autocrate russo ed ha dimostrato nelle settimane scorse una sorta di vago ottimismo se non di indifferenza, ha ora di fronte a sé il baratro di una Terza guerra mondiale.
Putin ricorda l'Hitler dell'attacco alla Cecoslovacchia. Anche allora quell'invasione venne vissuta con la convinzione che si trattasse di un episodio ed invece le conseguenze furono quelle dì un conflitto mondiale. Con la differenza, che marcò la Seconda guerra mondiale, dell'arma nucleare, che ha segnato tutto il dopoguerra, specie il lungo periodo della "guerra fredda".

Difendere il nostro idroelettrico

La centrale idroelettrica di MontjovetLa questione dell'idroelettrico è da sempre gioia e dolore per la Valle d'Aosta. Lo è stato dai Decreti luogotenenziali allo Statuto d'Autonomia, poi dalla nazionalizzazione del settore elettrico alle sentenze penalizzanti per la Valle della Corte Costituzionale, dalla liberalizzazione del settore per mano europea alla nascita della "CVA" e all'affermarsi di centraline sul territorio.
Ora si parla di questo per varie norme di legge in transito in Parlamento o all'attenzione della Commissione Paritetica Stato-Valle d'Aosta, alcune necessarie per regolare il futuro del settore, altre vessatorie sul piano fiscale ed altre che dovrebbero rendere più libera l'azione imprenditoriale della nostra azienda elettrica.

Elogio della normalità

La festa in piazza durante il Carnevale Storico di VerrèsIl Carnevale, per i posti dove lo si festeggia, non è una data sul calendario, ma un appuntamento che - pur mutevole, perché segue la Pasqua che scende e che sale - rientra nei ritmi della vita.
Ho preciso ricordo del 2020 e di quei giorni di fine febbraio in cui goffamente si svolse il Carnevale, che per me, avendoci fatto pure il personaggio del Conte d'Introd, è e resta quello Storico di Verrès. Dal dopoguerra i paesani si sono rifatti ad un episodio quattrocentesco di una Contessa ribelle, Catherine de Challant, che rivendicò il feudo dopo la morte del padre ma fu sconfitta e si impose la legge Salica che impediva alle donne la successione. I festeggiamenti ruotano attorno alla sua figura, ricreando un pezzo di tardo Medioevo.
Dicevo di quella edizione, che sopravvisse fra mille timori alla pandemia nascente, che invece cancellò il 2021 e quest'anno prevede festeggiamenti ridotti nelle date canoniche ed un rinvio a un'edizione primaverile. Roba luttuosa per un paese, che in quei giorni gode della... libertà carnevalesca.

La crisi della democrazia

I Presidenti Joe Biden e Vladimir PutinA porre degli interrogativi sui destini della democrazia, ovviamente non sotto l'ottica di chi delira sul tema, ci aveva già pensato la pandemia con la sospensione di alcuni diritti a causa dell'emergenza. Ora, ad aggiungere un carico da novanta, ci pensa Vladimir Putin con la sua evidente aggressività che ci fa tornare alle pagine buie della "guerra fredda" con le solite commedie ormai amplificate con l'uso di Internet come risorsa per mobilitare l'opinione pubblica.
Un editoriale su "L'Obs" di Sara Daniel ci spalanca di fronte un mondo in cui la democrazia ed i valori che si porta dietro è in arretramento e mette in crisi l'idea di un progresso destinato ad esportare ovunque certi principi di libertà.

La luce di neve

Neve a Pila...Che bello ogni tanto astrarsi dalla realtà quotidiana, che sembra irta di cose da risolvere e problemi da affrontare. Certo, facendo politica, che spesso diventa solo amministrazione e dunque meno affascinante dei grandi disegni, questo è quanto bisogna affrontare in tempo di crisi e di incertezze.
Capita dunque di guardarsi dentro, di frugare nel passato e di osservare le cose con una certa nostalgia, che non è però maligna, ma benefica.
Per definire la nostalgia bisogna affermare un pensiero poetico di José Saramago, che suona così: «La nostalgia è un luogo mobile che appare e scompare sulle carte della fantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi».
Ebbene, io quest'anno ho una terribile nostalgia dell'inverno e di quegli inverni che ho vissuto, fatti di freddo e soprattutto - nato e vissuto in Valle d'Aosta come non ricordare - della neve, che oggi vorrei celebrare, sapendo la mia fortuna di averla vista abbondante ed invasiva in molti anni della mia vita.

"Tangentopoli" dopo trent'anni

Bettino Craxi durante il suo discorso in ParlamentoEra il 1992 e con l'arresto nel febbraio di quell'anno di Mario Chiesa iniziò in sordina "Tangentopoli". Il pool "Mani Pulite", partendo da un piccolo episodio corruttivo svoltosi a Milano, iniziò un'opera di lotta - allora apprezzatissima a furor di popolo, oggi in parte ridimensionata - contro il sistema partitico, la famosa partitocrazia o meglio parte di essa, accusata di essere gravemente marcia. Per chiarezza: elementi ne emersero, come da condanne.
Io all'epoca venni rieletto deputato per la seconda volta assieme al Senatore César Dujany. In una lotta contro una coalizione sulla carta stravincente e composta da "tutti contro gli Autonomisti" (fatta eccezione per repubblicani e radicali). Fummo invece noi a vincere a man bassa e questo portò alla fine di una maggioranza regionale senza l'Union Valdôtaine in Regione.

Il destino ambiguo dei referendum

Giuliano Amato, presidente della Corte CostituzionaleCome sempre - ed è giusto dirlo - bisognerà leggere le sentenze con cui la Corte Costituzionale ha cassato i referendum su eutanasia, cannabis legale e responsabilità civile dei giudici, accettando però gli altri referendum sulla Giustizia.
I primi due respinti al mittente - ha detto in sostanza il presidente della Consulta Giuliano Amato - erano scritti male e si sarebbero prestati a distorsioni nel loro uso, se accolti. Il terzo è stato spiegato nel "niet" della Consulta in modo abbastanza fumoso, mentre gli altri in materia giudiziaria saranno probabilmente disinnescati dal Parlamento.
I referendum su eutanasia e Giustizia li avevo firmati e dunque mi spiace e di conseguenza approfondirò le ragioni che hanno portato alle bocciature appena citate.

La lezione dell'Ucraina

L'incontro tra Vladimir Putin ed il cancelliere tedesco Olaf ScholzChissà se davvero i nuvoloni neri di una possibile guerra mondiale innescata dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia saranno destinati a diradarsi, come ora appare sicuro dopo giorni di alta tensione. La Storia ci insegna, in positivo e in negativo, che ci vuole poco a buttare un cerino nella polveriera. Oggi sappiamo che anche nell'epoca della "guerra fredda" solo fortunate combinazioni hanno evitato che un missile nucleare facesse scoppiare una guerra senza vincitori né vinti, ma con una tragedia a livello planetario. Dai fatti di questi giorni appare chiara la logica di Vladimir Putin - mi avventuro solo per un momento nella complicata politica estera di cui non sono esperto - ed è quella di minacciare i Paesi confinanti, quando non riesce a rimetterli al laccio, come avvenne al tempo del "Patto di Varsavia" dopo gli accordi di Yalta.

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