Totò ha regalato alcune delle battute e dei monologhi più geniali, cinici e divertenti di sempre sul tema della truffa, del raggiro e della "furbizia". Spesso il suo straordinario aplomb è stato applicata all'arte di arrangiarsi, che ha offerto un vasto repertorio.
La più iconica in assoluto delle frasi viene dal film ”Totòtruffa ‘62”, un vero e proprio manifesto cinematografico del raggiro: “Il truffatore non è un criminale, è un artista. Un creatore di illusioni”.
Nello stesso film, mentre interpreta il finto Commissario di Polizia per spillare soldi a un malcapitato, pronuncia una delle sue massime filosofiche più celebri sulla natura umana e sull'ingenuità di chi si fa raggirare:”La miseria è il genere di lusso più costoso che esista…Ma l’ignoranza è la madre di tutte le truffe”.
Totò faceva ridere, ma le truffe fanno male.
Qualche tempo fa, ho dimostrato di avere una buona dose di ingenuità e mi sono sentito un cretino fatto e finito, cadendo in una truffa come un merlo.
Avevo avuto un problema in auto con il Telepass al casello e mi aspettavo un accredito della cifra dovuta per una tratta. Mi arriva un sms che mi porta sul sito (che risulterà finto e generato in Siria!) della Società Autostrade con istruzioni per un pagamento, che associo al mio mancato pagamento. Faccio e poco dopo mi mette sull’avviso con una telefonata un addetto della mia carta di credito per segnalare che un trasferimento piuttosto elevato di una cifra in Medio Oriente. Riesco a bloccarlo in tempo e mi vergogno con il gentile operatore che mi ha chiamato per l’allerta.
Per cui da allora non sono solo più cauto, ma capisco meglio chi ci casca e capisco meglio certi meccanismi di sottrazione di dati personali, che affinano le tecniche di truffa.
Certo è che le truffe online si stanno moltiplicando in modo preoccupante. In Italia e nel mondo. I numeri confermano un aumento costante, spinto anche dall’uso sempre più sofisticato dell’Intelligenza Artificiale e con basisti digitali.
In Italia, negli ultimi tre anni (2022-2024) sono stati sottratti oltre 559 milioni di euro con frodi e truffe digitali. Solo le truffe online sono passate da 114 milioni nel 2022 a 181 milioni nel 2024 (+58%).
Nel 2025 si registra un’impennata ulteriore: +230% in alcuni settori, con truffe legate al lavoro aumentate del 1000% in pochi mesi e frodi finanziarie che hanno colpito oltre 1,2 milioni di persone per danni superiori a 1,8 miliardi di euro.
La Polizia Postale ha gestito decine di migliaia di casi, con truffe che rappresentano oltre il 90% dei reati informatici. letsco.com Le truffe più diffuse oggi sono i Phishing via SMS, WhatsApp, email (finti pedaggi, Poste, banche, Amazon, pacchi in consegna), le truffe agli investimenti e criptovalute (promesse di guadagni facili), il job scam (lavoro da casa con “formazione” a pagamento o furto di dati), i deepfake e cloning vocale (video o chiamate che fingono parenti/amici in emergenza), finti negozi online o pagine di pagamento clonate, i recovery scam (chi ti contatta dopo una truffa promettendo di recuperare i soldi… e ne ruba altri), inRomance scam sui social con cui truffatori usano urgenza, emozioni e siti che sembrano identici a quelli ufficiali.
Per cercare di capire se gatta ci cova non bisogna avere fretta. Qualsiasi richiesta urgente di soldi, codici o dati è quasi sempre una truffa.
Non bisogna mai cliccare su link sospetti. Vanno adoperati metodi di pagamento sicuri. Utile un buon antivirus con protezione anti-phishing.
E allora, come diceva appunto il grande Totò: “L’ignoranza è la madre di tutte le truffe".
Solo che oggi i truffatori non sono più quei simpatici impostori in bianco e nero. Sono algoritmi, intelligenze artificiali e reti criminali globali.
La differenza tra cadere nella trappola e scamparla, spesso, si chiama consapevolezza. Un secondo di pausa prima di cliccare. Un dubbio che ti salva il conto corrente.
Totò faceva ridere. Le truffe, no.