blog di luciano

Un progetto ancora buono

L'attuale collegamento tra la zona 'F8' ed il centro di AostaNon entro nella polemica sui nuovi assetti viari e sulla mobilità nella città di Aosta. La patata bollente è di altri e so quanto sia difficile trovare soluzioni. L'unica cosa certa è che ad un certo punto dalle parole bisogna passare ai fatti, altrimenti si discute senza mai giungere a soluzioni concrete. Già le procedure amministrative per fare qualunque cosa richiedono una burocrazia asfissiante e talvolta stolta, ma se si aggiungono discussioni infinite, cui si aggiungono comitati e comitatini che direbbero di «no» anche al Padreterno, siamo davvero panati.
Mi permetto solo di dire quanto consideri prioritario riflettere, avendo rapporti con le società autostradali, la vecchia questione del parcheggio di assestamento "Aosta centro" nella zona vicina al ponte di Pont Suaz, vista la distanza delle due uscite attuali, una a Quart e l'altra a Aymavilles. Un progetto esiste, ci furono molti incontri con la "Sav" e con le autorità locali (se ne occupò con la sua grinta da mastino il compianto Albert Cerise) e poi, come altre cose purtroppo, il progetto si spense e lo ritengo ancora oggi un errore. Non è possibile che Aosta non abbia un'area di sosta, che non riverserebbe auto e pullman in città, ma che renderebbe più attraente una visita. Infatti la sosta, con pagamento di un pedaggio, consentirebbe di scegliere.

Il Diritto a favore dei vaccini

No-vax che manifestano ad AostaMi mandano, di tanto in tanto, del materiale degli antivaccinisti, che mostra come ormai una larga parte di loro abbiano messo assieme una specie di setta, fatta di "Catene di Sant'Antonio" di notizie fasulle, sempre con un tono militante o meglio militare, quasi guerresco, contro i nemici e cioè quelli che sono, come me, a favore dei vaccini. Naturalmente, come in tutte le congreghe di questo genere, certe posizioni sono avvolte nella "carta regalo" dell'amore e del senso di appartenenza con il coraggio parso a piene mani e si usano termini tipo «Resistenza» che fanno pietà.
Intanto, visto che adoperano e piegano ai proprio desiderata anche il Diritto con teorie strampalate anche attraverso avvocati che li patrocinano (sic!), segnalo questa notizia assai interessante: "Un refus qui pourrait faire date. La Cour européenne des droits de l'homme (CEDH) a rejeté mardi une requête de 672 pompiers professionnels et volontaires français contre l'obligation vaccinale contre le covid-19 qui leur est imposée par la loi du 5 août 2021, a annoncé la cour mercredi".

Perché i talebani odiano le donne?

Donne afghaneL'Afghanistan, con grande emozione collettiva per i pericoli estremi dovuti al ritorno dei talebani, obbliga l'Occidente a riflettere sulla condizione femminile nel mondo islamico. Nulla di nuovo sotto il sole, purtroppo. Chi abbia visitato Paesi arabi più o meno occidentalizzati si è reso conto di persona della varietà di situazione a seconda dell'impatto dell'Islam radicale nelle diverse realtà. Ciò vale anche da noi, anche se pare essere un fenomeno che emerge solo per fatti di cronaca eclatanti.
Resta certo il fatto che, al di là dello storytelling buonista, che la parità uomo-donna, come noi la concepiamo in uno stato di diritto, anche da noi non sempre funziona. Senza cadere nell'orrore delle interpretazioni che vessano le donne, resta la logica teocratica che incombe. La parola "sharia" in arabo significa "sentiero, retta via", e nella religione musulmana indica un insieme di concetti astratti che si desumono dai principali testi sacri. La "sharia" quindi non è un testo scritto, bensì una serie di principi etici e morali ad ampio raggio. Esiste dunque una flessibilità che diventa inquietante nelle mani dei talebani et similia.

Il Panthéon e Joséphine Baker

Joséphine BakerNon esiste in Italia nulla del genere. C'è qualche città che ha personalità in cimiteri monumentali, ma manca questa simbolistica. Mi riferisco al "Panthéon" di Parigi. Sul sito "unjourdeplusaparis", per chi non conoscesse la particolarità di questo monumento, ci sono dieci punti che possono essere utili per destreggiarsi senza un eccesso di approfondimento, dopo un primo descrittivo siffatto "Monument emblématique de Paris, tombeau des grands personnages de l'histoire de France, le Panthéon a connu une histoire mouvementée depuis la pose de sa première pierre par Louis XV au 18e siècle".
"1 .Dans la nuit du 7 au 8 août 1744 - si legge, nel primo dei dieci punti che ne riassumono la storia - Louis XV, en déplacement à Metz, tomba malade. Se croyant mourir, il s'en remit à Dieu, et fit le voeu s'il guérissait de construire un somptueux monument à la gloire de sainte-Geneviève, patronne de Paris, en remplacement de l'ancienne église très dégradée. Il guérit le 25 août, et n'oublia pas son voeu. L'architecte Soufflot fut choisi pour diriger les travaux de la nouvelle église".

La damnatio memoriæ e l'Autonomia

La storica foto ritoccata del discorso di Lenin del 5 maggio 1920 in piazza Sverdlov a Mosca, con la 'cancellazione' di Lev Trockij e Lev KamenevFra le letture che mi capita di consigliare quando mi chiedono perché bisogna essere federalisti, segnalo sempre un libro profetico contro le logiche del totalitarismo, uscito nel 1949 e scritto da George Orwell. Si tratta di "1984", che si ispirò in parte all'Unione Sovietica di Stalin. Il protagonista lavora al "Ministero della verità", dove le persone "rivedono" la storia, cancellando ogni traccia di coloro che sono caduti in disgrazia presso il Grande Fratello.
Era quanto avveniva in Unione Sovietica in quegli anni in cui non solo si facevano secchi i nemici, ma li si cancellava dai libri di storia e persino - con una logica tragicomica - dalle fotografie ufficiali. Anche fascismo e nazismo - ecco l'equidistanza del federalista - facevano le stesse cose con odio verso i "nemici" ed epurazioni verso chi non era in linea con i regimi.

Il coraggio di dire quel che si pensa

Il Presidente Sergio Mattarella durante l'intervento al Meeting di RiminiLeggo di un'insegnante in piazza Chanoux, nella periodica protesta dei "no-vax" valdostani, che avrebbe usato il termine «dittatura sanitaria» per l'obbligo del "green pass" e per il fatto che debba pagarsi i tamponi per andare a scuola, rifiutando il vaccino. Mi stupisco che si stupisca: se decidi di essere anti-vaccinista, perché mai e in nome di che cosa non dovresti, in cambio della tua scelta antisociale, pagare un prezzo?
Troppo comodo fare i "duri e puri" per ottenere una via di uscita per non vaccinarsi a spese del pubblico.
Io seguo, per convinzione, la logica vaccinista indicata anche autorevolmente dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e da Papa Francesco. Giusto per citare due personalità che hanno preso partito nel dibattito non inseguendo le posizioni silenti e furbesche di chi nulla dice per compiacere gli uni e gli altri con spregevole posizione cerchiobottista. Io non sono fra quelli e prendo posizione, perché su certi temi bisogna essere chiari e non si possono tenere i piedi in due scarpe.

I silenzi sui talebani

Tahar Ben JellounTahar Ben Jelloun è uno scrittore marocchino o meglio berbero (una differenza esiste) che vive in Francia ed è noto per essere il più famoso romanziere di lingua francese, ma anche per i suoi interventi importanti e schietti sull'Islam. Lo ha fatto, pubblicato anche da "La Repubblica", sugli avvenimenti recenti in Afghanistan, ma seguendo il filo di un pensiero più volte espresso.
Così scrive quando io stesso, nel mio piccolo e anche pensando all'importante comunità islamica in Valle d'Aosta, mi chiedo: «Un silenzio assordante dei paesi musulmani ha accolto la vittoria dei talebani in Afghanistan. Indifferenza o semplice passività, o piuttosto una vecchia abitudine a non dire nulla, a non fare nulla quando l'Islam viene usato per un compito indegno dei suoi valori?».

L'Afghanistan dolente

I talebani durante la presa del potere in AfghanistanSiamo spesso senza memoria, investiti come siamo da un uragano di notizie quotidiane, anche i più informati rischiano di perdere dei pezzi, me compreso. Ci si sofferma sull'attualità, rapidamente bruciata e sostituita da altro, in una frenesia che cancella la storia.
Lo pensavo leggendo un editoriale su "L'Express" di Éric Chol, che sull'Afghanistan effettua l'impresa non facile di un riassunto breve delle puntate precedenti ma non remote.
Eccolo: «Il y a ces images des tours du "World Trade Center", transformées en quelques minutes en un amas de ferraille et de cendres, qui demeurent gravées sur nos rétines, vingt ans après le 11 Septembre. Ces autres images, prises quelques mois plus tôt, de ces bouddhas géants de la vallée de Bamiyan, rasés par les talibans après une fatwa du mollah Omar. Ces femmes afghanes, cadenassées chez elles, et interdites d'école et de travail au nom d'une idéologie moyenâgeuse».

Il Gatto Maimone

Il terribile Gatto Maimone in una stampa di inizio '900Credo che nel retaggio della memoria di ciascuno di noi ci siano i metodi, anche divertenti per loro e meno per noi, con i quali i nostri genitori cercavano di tenerci buoni. Non esistevano grandi manuali di apprendimento e si lavorava sul buonsenso ed il passaggio generazionale. Ricordo quando nacquero i miei figli l'horror vacui rispetto a come ci si dovesse comportare e naturalmente il procedimento più semplice è in parte quello imitativo, seguendo le abitudini culturali che ci hanno forgiati.
Più volte ho pensato - spero che si capisca l'ironia, ma preciso che è così - che ci vorrebbe una "patente di genitorialità", prima di mettere al mondo dei bambini ed impegnarsi di buzzo buono per educarli. Un paradosso apparente che si sgretola in un battibaleno, quando vedi in giro bambini maleducati che sfociano in adolescenti teppisti ed adulti conseguenti. Sarà pur vero che certe rudezze dell'educazione parentale di un tempo sono state legittimamente bandite, ma certo buonismo e determinate mollezze non mi pare che diano grandi frutti.

Il Milite ignoto

Il sacello del Milite Ignoto all'Altare della PatriaSentirete parlare di questi tempi di una celebrazione, fatta propria anche dai Comuni valdostani ed accolta anche dalla nostra Regione (faccio parte di una Commissione che si è occupata dalla questione), dell'anniversario del Milite Ignoto, cent'anni dopo. Per capire di che cosa si tratti vi propongo, per la scarna e non troppo retorica descrizione, quanto scritto sul sito dell'Esercito: "Dopo la Prima guerra mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno. L'idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal Generale Giulio Douhet. Il relativo disegno di legge fu presentato alla camera italiana nel 1921. Approvata la legge, il Ministero della guerra diede incarico ad una Commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello; e l'opera fu condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne potessero anche essere di reparti di sbarco della Marina".

Condividi contenuti

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri