La mia indifferenza

Condivido la scelta del Governo Draghi di chiedere nel lavoro un uso esteso e obbligatorio del green pass. Ciò avverrà con la solita modalità già in atto ad esempio nella scuola, con vaccinazione o tampone ogni 48 ore. Tampone a prezzi ribassati, ma non gratuito, se non per i soggetti fragili.
Credo che sia una scelta giusta, anche se personalmente in alcuni settori si sarebbe dovuta scegliere la vaccinazione obbligatoria a tutela di tutti. Ma il compromesso raggiunto non è comunque al ribasso.
Plaudo al buonsenso e al rigore che hanno portato a questa scelta.
Al netto di molte sparate ascoltate in queste settimane, inseguendo il consenso degli scettici e purtroppo dei contrari, l'esito finale non è quello di uno Stato di Polizia, ma di una Repubblica - visto il concorso delle Regioni - che tutela i cittadini e nega ad una minoranza chiassosa un diritto di veto.
Questa pandemia, per quel che mi riguarda, mi ha aperto gli occhi: ho scoperto, anche fra i miei conoscenti, degli atteggiamenti che mi hanno lasciato allibito e che hanno pure fatto scricchiolare amicizie di lunga data. Ci sono passaggi nella vita che non consentono ambiguità e la pandemia ha chiarito, almeno per me, l'esistenza di un confine non superabile.
Nulla di politico in sé, quanto di morale. Chi sceglie il settarismo si allontana dai miei valori e dunque neppure più mi attardo in inutili opere di convincimento.
I complici del virus meritano la mia indifferenza.

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