Libertà mai a vanvera

Un esempio di uso sbagliato del concetto di libertà durante una manifestazione no-vax ad AostaVorrei fare un minimo di chiarezza su questa questione dello sbandieramento della parola "Libertà", che viene usata e spesso abusata attorno alle misure che riguardano la necessità di debellare il virus che ha causato la pandemia ancora in corso.
Avevo messo da parte per farlo un articolo di qualche settimana fa di Pierluigi Battista su "Huffpost" nella sua rubrica quotidiana "Uscita di sicurezza". Riguardava appunto la questione della libertà, posta in questi termini: «Attenzione, però, a liquidare le riflessioni sulla libertà come moleste elucubrazioni, e lo studio sui limiti del potere dello Stato sui corpi ("habeas corpus", ricorda qualcosa?), il confine tra libertà individuale e responsabilità collettiva come se fossero una mania da refrattari mimetizzati, o addirittura, bersagliati in questo modo nelle manifestazioni più fanatiche di insofferenza al dibattito critico, annunci di diserzione. Lo spirito di caserma mal si concilia con la libera discussione. Ma io, da vaccinista ultrà, da fervido sostenitore della necessita del green pass, penso che non sia una fisima anarco-individualista la preoccupazione per i temi della liberta: libertà di lavorare, di andare a scuola, eccetera».

Vorrei dire anch'io, da vaccinista convinto e da sostenitore del green pass, che queste mie certezze non significano affatto rimangiarmi discorsi fatti spesso, seguendo il filo degli eventi e soprattutto delle decisioni legate al contenimento del covid-19. Nel senso che più volte ho criticato gli strumenti normativi prescelti, come i famosi "Dpcm", e certi loro contenuti liberticidi, fra i quali spicca la scelta di un centralismo ossessivo e la totale mancanza di comprensione a Roma della necessità di saper modulare, a seconda dei territori e delle loro caratteristiche fisiche e umane, le decisioni da assumere.
Torno su Battista: «Dopo esserci vaccinati in massa e subito, dopo aver seppellito nel ridicolo le assurdità dei no-vax, vediamo di non ignorare che nella nostra tradizione culturale ci sono due campioni del pensiero liberale come Locke e Stuart Mill che su questi temi sin sono impegnati per una vita e hanno fondato il concetto moderno di libertà individuale. Cerchiamo di non peggiorare troppo, di non diventare troppo rozzi e schiavi dell'intolleranza, allergici alla discussione critica perché un giorno, si spera, e grazie ai vaccini messi a nostra disposizione da una scienza libera, usciremo dalla pandemia e sarà brutto ritrovarci nel mezzo di una pandemia culturale che ci ha reso tutti un po' più ottusi».
Trovo il distinguo interessante: dibattiamo al momento giusto, finita l'emotività e la passione che deriva dalle paure e dalle conseguenze dell'epidemia, su quale lezioni trarre da quanto avvenuto, ascoltando le voci che hanno espresso preoccupazioni serie sulle libertà individuali, scartando come dev'essere la galassia no-vax, affondata in ideologismi e costruzioni astruse che poco hanno a che fare con la preziosità della Libertà.
Questo significa, in soldoni, non buttare via il bambino con l'acqua sporca.

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